Approvato dal Consiglio Comunale il nuovo ampliamento del Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari”

Modena, 28 settembre 2018 – Il Consiglio ha dato il via libera all’unanimità all’intervento in deroga che vedrà la realizzazione di un fabbricato di circa 400 metri quadrati a fianco dell’edificio principale

Il Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari” realizzerà un nuovo ampliamento della propria struttura di via Gottardi 100 in deroga agli strumenti urbanistici comunali.

Il Consiglio comunale di Modena, nella seduta di giovedì 27 settembre, ha infatti dato il via libera all’unanimità alla realizzazione di un nuovo fabbricato in deroga per densità edilizia e distanza da altro edificio relativa alla proposta presentata dall’Università di Modena e Reggio Emilia di realizzare una palazzina a uso uffici a servizio del CMR.

“Il Centro di Medicina Rigenerativa – ha affermato l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli – è un centro di eccellenza nel panorama della ricerca internazionale sulla caratterizzazione delle cellule staminali epiteliali e sulla loro applicazione clinica in Terapia cellulare e terapia genica. L’aumento delle attività di Holostem Terapie Avanzate, spin off universitario compartecipato dall’Ateneo, ha portato a una crescente necessità di ambienti dedicati alle attività operative, che attualmente risultano insufficienti, e tale ampliamento consentirà di inserire nuovo personale e fornire spazi adeguati per le attività”.

L’intervento consiste nella realizzazione di un nuovo fabbricato destinato a uffici con superficie utile di circa 400 metri quadrati (non prevista nel piano particolareggiato di iniziativa pubblica) su due livelli fuori terra. L’edificio sarà realizzato con tecnologia prefabbricata rivestita in materiale ceramico e sorgerà a fianco dell’edificio principale (a una distanza inferiore a 10 metri), cui sarà collegato tramite una pensilina.

Il Centro di Medicina Rigenerativa è collocato all’interno del campus universitario di ingegneria a Modena, in un’area posta sul perimetro verso i parcheggi a nord. L’edificio è stato realizzato nel 2005 e nel 2014, dopo il via libera del Consiglio comunale, è stato fatto un primo ampliamento con la realizzazione di una palazzina per il controllo e qualità, sempre con tecnologia prefabbricata rivestita in materiale ceramico.

Nel dibattito, Adolfo Morandi di FI ha parlato di “progetto di ampliamento che non può non trovare consenso da parte di tutto il Consiglio, in quanto si tratta di un Centro di rilevanza internazionale e mondiale. L’elemento critico di questa delibera è la necessità di andare in deroga per la realizzazione di un progetto che non può avere ostacoli. Troppi lacci hanno bloccato in passato la città e mi auguro che il nuovo Piano urbanistico generale abbia una visione rivolta al futuro, a una città metropolitana, di stampo più europeo, con regole meno stringenti”.

Nella replica, l’assessora Vandelli ha ricordato che “il tema della semplificazione sarà centrale sia nel Rue che nel nuovo Pug: il tempo è cambiato e tutti gli elementi ci impongono un nuovo approccio all’urbanistica. Tra luglio e settembre l’Amministrazione comunale ha fatto complessivamente 13 assemblee, in cui è stato illustrato circa il 60 per cento del Pug, sulla base di quanto dice la Legge urbanistica regionale, e da cui è possibile capire quali sono gli scenari e la visione della città che abbiamo in mente: dentro c’è sicuramente la città universitaria e dell’innovazione”.

Fonte: Comunicato stampa del Comune di Modena

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